Ce l’hanno fatta a invertire la forza della storia. Era la scommessa più grande per la Spagna: rompere l’incantesimo che da 88 anni vedeva le Furie Rosse sempre perdenti con gli Azzurri nei grandi tornei che contano. Questa volta ce l’hanno fatta i ragazzi del vecchio saggio Aragones, sono riusciti a imporre il loro gioco e hanno centrato l’appuntamento con il destino. Gli undici di Donadoni hanno tenuto fin che hanno potuto, e sono stati traditi ancora una volta dai calci di rigore.
Incredibile la passione che ci hanno messo i 12mila tifosi giunti all’Ernst Happel Stadion di una caldissima Vienna per incitare la Selecciòn: completamente sovrastati – pur essendo molti di più – i supporter italiani dal colore e dal calore dei sudditi di re Juan Carlos, presente alla stadio e trionfante con la regina Sofia, accanto a Michel Platini, presidente Uefa.San Buffon non è bastato: una parata sul tiro di Guiza non è stata sufficiente. De Rossi – molto sotto tono rispetto al solito – e Di Natale, irretito dalla valanga di fischi dei sostenitori spagnoli – si sono fatti incantare da Iker Casillas. Questa volta è andata male.


