Italia battuta ai rigori…

23 06 2008

Ce l’hanno fatta a invertire la forza della storia. Era la scommessa più grande per la Spagna: rompere l’incantesimo che da 88 anni vedeva le Furie Rosse sempre perdenti con gli Azzurri nei grandi tornei che contano. Questa volta ce l’hanno fatta i ragazzi del vecchio saggio Aragones, sono riusciti a imporre il loro gioco e hanno centrato l’appuntamento con il destino. Gli undici di Donadoni hanno tenuto fin che hanno potuto, e sono stati traditi ancora una volta dai calci di rigore.
Incredibile la passione che ci hanno messo i 12mila tifosi giunti all’Ernst Happel Stadion di una caldissima Vienna per incitare la Selecciòn: completamente sovrastati – pur essendo molti di più – i supporter italiani dal colore e dal calore dei sudditi di re Juan Carlos, presente alla stadio e trionfante con la regina Sofia, accanto a Michel Platini, presidente Uefa.San Buffon non è bastato: una parata sul tiro di Guiza non è stata sufficiente. De Rossi – molto sotto tono rispetto al solito – e Di Natale, irretito dalla valanga di fischi dei sostenitori spagnoli – si sono fatti incantare da Iker Casillas. Questa volta è andata male.

La delusione di Daniele De Rossi a fine partita





Passa la Russia: ora se la vedrà con la Spagna

23 06 2008

Il Goal

La Russia ha castigato l’Olanda (3-1 dopo i supplementari) e adesso affronterà la Spagna. La Russia dell’ex ct olandese Hiddink ha dominato la partita confermando la tendenza dui questo europeo che vede le grandi protagoniste della prima fase sciogliersi come neve al sole. Dimostrazione di potenza siderale, con accelerazione ulteriore nel secondo tempo supplementare. Sugli scudi, l’incontenibile Arshavin. Dopo Portogallo e Croazia, ecco un’altra delle squadre date per favorite che torna a casa, finora in semifinale ci sono la Germania e due outsider come Turchia e Russia. La squadra di Hiddink, davvero impressionante affronterà la Spagna. La Russia va a velocità doppia, scambi in profondità, raddoppi, pressing pulito e vincente a centrocampo. Gli arancioni sono nettamente sorpresi, arrivano secondi su ogni palla mentre Saenko sulla destra e l’ottimo Arshavin sulla sinistra sgusciano come vogliono. Al centro dell’attacco, il gigante Pavlyuchenko fa la torre, rientra e detta i triangoli ma appena vede la porta ci prova. I russi attaccano a ondate: dal 6′ all’8′ Van der Sar è costretto a deviare in angolo su Zhirkov, poi su una bomba di Kolodin, quindi è Pavlyuchenko a mettere alto di testa il pallone più facile. La prima occasione per l’Olanda è al 19′ con Sneijder sul quale salva Ignashevich. Gli olandesi si mangiano il gol in contropiede al 29′ con Van Nistelrooy che arriva tardi per un pelo alla deviazione sotto porta ma sono i russi ad avere le occasioni più ghiotte con Arshavin e Kolodin. Nel secondo tempo, il copione non cambia, anzi: al 10′ è Arshavin a sfiorare il palo su punizione, un minuto dopo lo stesso giocatore lancia a sinistra Semak che mette un gran pallone a centro area sul quale si avventa Pavlyuchenko che precede Mathijsen e fa impazzire lo spicchio di curva dei tifosi russi. L’Olanda è ferita, prova a replicare ma è la Russia a farsi più pericolosa in contropiede per un paio di volte. Sneijder, il più vivace fra gli orange, guida il forcing, ci prova da lontano due volte, al 35′ e al 36′. I russi si mangiano un altro gol e pagano il conto: punizione dalle tre quarti di Sneijder, testa di Van Nistelrooy che precede Ignashevich e pareggio. Nel primo tempo supplementare, ma soprattutto nel secondo, i russi dimostrano di avere più birra in corpo di quanta ne abbiano bevuta tutti i tifosi olandesi di Basilea: attaccano, pressano, accelerano e quando vedono l’Olanda che annaspa le spingono la testa sott’acqua. Arshavin mette al centro e segna Torbinski, poi lo stesso numero 10 fa passare la palla sotto le gambe di Van der Sar ed entra nella storia, nel terzo quarto di finale passa ancora una volta una “seconda” dei gironi di qualificazione.